
Inauguriamo oggi una delle categorie portanti di questo blog, e cioè quella che conterrà gli articoli dedicati alla serie più interessante fra quelle che mi è capitato di leggere quest’anno.
Le origini
La nascita del personaggio di John Constantine e della sua serie Hellblazer è davvero singolare, in primo luogo perchè John è un personaggio secondario ideato da Alan Moore per la mitica serie Swamp Thing, secondariamente perchè la serie originariamente avrebbe dovuto chiamarsi Hellraiser, idea che venne abbandonata perchè la sua uscita sarebbe stata concomitante con l’omonimo famosissimo film.
Sempre curiosa e strana è la genesi fisionomica del personaggio, ideato così come lo vediamo nella serie per specifica richiesta di Stephen Bissette e John Totleben (che ai tempi collaboravano con Moore su Swamp Thing), entrambi fan dei Police, e che per questo volevano che il personaggio somigliasse al cantante Sting.
La pubblicazione
La serie iniziò la sua pubblicazione negli USA nel gennaio del 1988, e fù affidata alla penna di Jamie Delano, esponente di spicco della così detta British Invasion, che diede per primo una caratterizzazione forte e riconoscibile al personaggio : uno stregone amorale in trench con il vizio del fumo e diverse anime di amici ed amanti sulla coscienza.
Delano più di tutti sentì il bisogno di inserire nella serie tematiche politiche a lui contemporanee (“…generally I was interested in commenting on 1980s Britain. That was where I was living, it was shit, and I wanted to tell everybody.“), elemento che a mio modo di vedere impreziosisce ulteriormente le prime uscite di Hellblazer.
Hellblazer #1 – link su Planeta de Agostini
Ricordi in Formaldeide vuole raccontarvi e consigliarvi Hellblazer seguendo l’attuale pubblicazione italiana a carico della Planeta de Agostini, arrivata (ad oggi) al numero 13, corrispondente al numero 49 della serie americana, ancora in corso di pubblicazione.
Hunger – Fame
| Sceneggiatura :Jamie Delano |
| Disegni :John Ridgway |
Valutazione :          
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Non passano neanche tre pagine e non si può fare a meno di notare due elementi distintivi e caratteristici dell’Hellblazer made by Delano – Ridgway: la pioggia di didascalie di Delano e la sua verbosità maniacale, la griglia assolutamente irregolare e caratteristica di Ridgway. Didascalia dopo didascalia, frase dopo frase, parola dopo parola, veniamo introdotti con maestria all’inizio della storia. Ridgway ci mostra un uomo piuttosto in carne vagare nervosamente per le strade del Greenwich Village (non vi ricorda niente? Leggete due articoli fà!), Manhattan, New York. Non si capisce bene perchè, fra le vignette di queste prime tavole, si intrufolano delle mosche ripugnanti, che ci accompagneranno per tutta la vicenda. Il grassone arriva trafelato in un ristorante. Lì prende posto e inizia a mangiare, mangiare, mangiare, fino a che, sbavando, non si trova ad ingurgitare avidamente la tovaglia del suo tavolo per poi buttarsi a terra e fiondarsi, famelico e ringhiante, sulle gambe di una terrorizzata cliente. Tutto questo avviene mentre il suo corpo continua a prosciugarsi orribilmente, fino alla morte.
A Londra, John Constantine rientra nel suo appartamento per trovare una sgradita sopresa nella vasca da bagno : il suo vecchio amico eroinomane Gaz, alle prese con uno sciame d’insetti che ricopre con indifferenza l’intera superficie del suo corpo (il tutto rappresentato in una delle tavole più belle di Ridgway su Hellblazer). Una volta scacciati gli insetti, Gaz racconterà, sotto ipnosi, di essere stato in Marocco e di aver compiuto un rito per imprigionare Mnemoth, lo spirito della fame, che si era impossessato del gracile corpo di un bambino del posto. L’operazione riesce con la conseguente morte del corpo “ospite”, ma il demone ben presto si libera, ed ha così l’occasione di tornare ad infestare il mondo con la sua presenza. John parte per il Sudan per incontrare un vecchio sciamano africano (che lo riconoscerà come il “mago ridente” che una volta gli è apparso in sogno) il quale, grazie all’aiuto di sostanze allucinogene, gli permetterà di apprendere il rituale per imprigionare nuovamente il demone. Sì, ma dove?
Il nostro protagonista si reca quindi a New York assieme a Gaz. I due andranno a trovare lo stregone chiamato Papa Midnite nel suo leggendario ed esclusivo club privato a base di sexy show e lotte all’ultimo sangue fra zombi senza cervello. Quest’ultimo aveva precedentemente avvisato John delle strane morti che si stavano susseguendo a New York. Al termine dell’incontro fra i tre, Gaz rimarrà “ospite” dello stregone con la promessa di potersi fare di eroina, mentre John si incamminerà tristemente verso un luogo del suo passato, l’appartamento di Emma, sua ex-amante morta uccisa, e che ora accompagna Constantine sotto forma di un fantasma fastidioso. John ed Emma passeggiano per New York fino ad arrivare all’ingresso di una chiesa, posto in cui il nostro “eroe” farà il suo primo incontro con Mnemoth, manifestatosi sotto forma di uno sciame di mosche che a loro volta formano un moscone gigante, e colto nell’atto di divorare un prete. John tenta di intervenire ma ha troppa paura del demone e sa che quello scontro gli sarà fatale. La voce di Emma lo libera dalla sua immobilità permettendogli di fuggire, mentre il prete non ha scampo alcuno. Significativo per il personaggio il commento durante la fuga : “Scappo! Peggio per il prete. Dalla porta, lo vedo cadere. Che cosa patetica, come agita la croce.”
Si arriva quindi al triste epilogo, in cui John Constantine e Papa Midnite compiranno il rito per imprigionare Mnemoth sul tetto di un grattacielo, utilizzando come corpo ospitante proprio il corpo del povero Gaz, che morirà divorato dal demone, dopo aver ricevuto da John la sua ultima dose di eroina, per garantirgli un trapasso meno doloroso. Un Constantine ubriaco e distrutto per aver condannato a morte il suo amico, lascerà il palazzo di Papa Midnite, il resto lo lascio descrivere a Delano :
“Voglio andarmene via di qua. Ho bisogno di mettere un oceano tra il sottoscritto e Papa Midnite… e Gary Lester (Gaz ndr). Attorno a me, il mondo turbina e prosegue la sua ridicola vita. Non si rende neanche conto di quanto mi deve. Gesù, parlo come un coglione. Come un coglione solo e paranoico. La vista di Emma dall’altra parte della strada mi fà battere forte il cuore. Faccio per andarla a salutare, ma lei non sta guardando me. Potevo anche indovinarlo (a questo punto si vede il fantasma di Gaz dirigersi verso Emma e gli altri fantasmi. ndr). Stringo la mascella finchè non mi fanno male i denti. Fanculo. Sono solo fantasmi del cazzo. Ma chi li vuole?”
Una chiusura veramente geniale, che da sola racchiude tutti i temi portanti delle vicende che vedono John Constantine come protagonista, e spiegano perfettamente parte della psicologia controversa di questo personaggio meraviglioso.
Vi posso assicurare che un riassunto come il mio non potrà mai rendere appieno la bravura con cui la vicenda viene narrata e mostrata da Delano e Ridgway. Una bellissima introduzione per un magnifico personaggio.
Going for it – Mirare al successo
| Sceneggiatura :Jamie Delano |
| Disegni :John Ridgway |
Valutazione :          
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La narrazione impegnata e profonda di Hunger, lascia spazio ad un secondo e più breve racconto dal tono decisamente più leggero, ma assolutamente di valore per le tematiche e per l’ironia con cui queste vengono affrontate. C’è di mezzo l’argomento politico tanto caro a Delano.
Lo sfondo della vicenda, infatti, è il giorno delle elezioni politiche inglesi, con la probabile riconferma dei conservatori della Tatcher, personaggio tanto “simpatico” a Delano quanto lo fù per Moore e Lloyd (e mi rifererisco a V per Vendetta).
Questo racconto introduce un nuovo personaggio della continuity di Hellblazer : Ray, “un egocentrico finocchio”, che dirigendo un’agenzia di rassegne stampa dedicate agli articoli più curiosi, si rivela essere la fonte principale d’informazioni sulla quale John si basa per le sue indagini. In particolare, la morte di un uomo d’affari che ultimamente non se la passava troppo bene, diventa il punto d’inizio della nostra storia.
Assistiamo quindi ad un’insolita riunione d’affari organizzata, non ci crederete, “nel quartiere finanziario dell’Inferno”. Un capannello di ambiziosi demoni minori in doppio petto è riunito attorno al corpulento demone maggiore Blathoxi, “un gigante della finanza”. La discussione verte sull’opportunità di compiere determinate operazioni finanziarie sulla Terra, con le anime dei suoi abitanti, per ricavarne un significativo utile economico.
Nel frattempo John pedina un paio di yuppie sospetti e li segue in un wine bar d’alta classe, che si rivelerà presto essere un covo di demoni sotto spoglie umane. Seguirà una fuga precipitosa dal locale e un rocambolesco ritorno a casa per il nostro “eroe”, intenzionato però a ripartire alla carica grazie ad un rituale occulto con il quale evocherà il demone Blathoxi, o meglio, il suo maggiordomo personale, che lo condurrà dal suo padrone. Constantine imbroglierà il demone facendogli credere che sarà la sinistra a vincere le elezioni, e quest’ultimo ordina a tutti i suoi agenti di abbandonare la causa conservatrice per “passare ai cattolici e ai musulmani”.
Al suo ritorno nel nostro piano spirituale però, John troverà gli yuppie demoniaci ad aspettarlo. Questi lo cattureranno e lo appenderanno a testa in giù, in attesa di brindare col suo sangue alla loro nuova fortuna economica. L’esito elettorale a favore dei conservatori manderà Blathoxi su tutte le furie, che richiamerà all’Inferno i suoi demoni prima che questi possano uccidere Constantine, e giurerà a quest’ultimo tremenda vendetta. Il nostro protagonista rimane quindi appeso a testa in giù nel suo appartamento, incapace di liberarsi, e costretto a sorbirsi tutto il notiziario post-elettorale.
“Smetto di trattenere il respiro. Non ci credo nuppure. Altro che febbre elettorale. Questo sì che è stato un azzardo. Non esistono puntate più alte, nè probabilità più scarse. E ho vinto. Li ho messi tutti fuori gioco.
Ma poi ricordo che sto appeso a testa in giù, di fronte alla tv che trasmetterà notizie elettorali fino all’alba. Come dicevo, più di una strada porta all’Inferno.”
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